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11/06/2026 17:24
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Non basta il nuovo decreto sugli autovelox a spegnere le polemiche sui ricorsi dei multati dagli apparecchi di rilevazione della velocità. Il provvedimento, firmato dal ministro Matteo Salvini, prevede per l’omologazione una serie di test tecnici, verifiche, tarature iniziali e annuali sui dispositivi approvati prima del 2017. Dopodiché gli enti locali e i produttori dovranno presentare la documentazione al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che dovrà dare il via libera entro 60 giorni.
Un punto però contestato dall’associazione nazionale Globoconsumatori, che ha curato i ricorsi dei sanzionati dal velox di Gambolò, e che ha presentato richiesta di accesso agli atti. Nel mirino l’articolo 6 del decreto, nella parte in cui considera omologati i sistemi conformi ai prototipi approvati, seguendo le normative vigenti. “Fumo negli occhi”, secondo Globo, secondo cui si lascia intendere che il problema sia risolto.
Non può essere quindi un decreto ministeriale a sanare la controversia, disciplinata dal Codice della Strada, fonte di diritto superiore, che attribuisce valore sanzionatorio alle apparecchiature debitamente omologate e non soltanto approvate. Un punto controverso che ha dato il là a tantissimi ricorsi sui velox, vinti dagli automobilisti sanzionati. Inoltre non si solleva le amministrazioni comunali dal provare che le loro apparecchiature siano regolari. Il rischio, conclude Globoconsumatori, è che “si sposti in avanti il problema, si alimentino nuovi contenziosi e, nel frattempo, si continuino a incassare sanzioni”.