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16/09/2026 17:43
Un campo da calcio, una palestra, una piccola struttura sportiva di quartiere. Luoghi che magari non fanno grandi numeri, ma che per una comunità possono valere molto più di quanto dicano i conti.
Ed è proprio partendo da questa idea che il Comune di Milano cambia le regole per la gestione di alcuni impianti sportivi comunali.
Il Consiglio comunale ha approvato una modifica che permetterà, in determinate condizioni, di ridurre il canone di concessione fino al 10 per cento del valore di mercato. Oggi, per gli impianti senza rilevanza economica, la soglia minima è del 30 per cento.
Tradotto: per quelle strutture piccole, che non permettono al gestore di ottenere veri margini, il Comune potrà chiedere molto meno.
Ma c’è un punto importante: lo sconto non sarà automatico. Bisognerà valutare, tra le altre cose, il contesto sociale del quartiere, le caratteristiche dell’impianto e il valore delle attività svolte.
E chi gestisce la struttura dovrà continuare a occuparsi degli interventi previsti dalla concessione. Inoltre niente grandi operazioni di naming, brandizzazione o sfruttamento pubblicitario dell’impianto.
La logica, insomma, è quella di considerare non soltanto quanto rende un campo o una palestra, ma anche quanto restituisce al quartiere.
Perché dietro una concessione ci sono associazioni, società dilettantistiche, bambini e ragazzi che fanno sport, famiglie e spesso anche un importante punto di aggregazione.
E il tema è destinato a diventare concreto a breve: una prima ricognizione del Comune ha individuato dieci impianti senza rilevanza economica, nei Municipi 4, 7, 8 e 9, con concessioni in scadenza nel 2026.
La domanda, quindi, non è soltanto quanto costa affittare uno spazio pubblico.
È anche quanto costa, per un quartiere, perderlo.