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13/02/2026 14:22
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

È attesa per martedì 17 febbraio la sentenza d’appello del processo Bertè bis, per i reati fiscali e ambientali legati all’incendio della Eredi Bertè, la fabbrica di rifiuti speciali in via Fermi a Mortara. Nel processo sono coinvolti l’ex titolare Vincenzo Bertè, il socio Carlo Andrea Biani e Vincenzo Ascrizzi, all’epoca consulente dell’azienda. Su di loro pendono accuse, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e riciclaggio.
La Corte d’Appello di Milano dovrà esprimersi sull’accordo tra Bertè e la Procura per ridurre la pena da sei a quattro anni, da scontare ai domiciliari. Mentre per gli altri due imputati l’accusa aveva chiesto la conferma delle pene stabilite in primo grado. Biani era stato condannato a sette anni di reclusione, in quanto ritenuto colpevole di aver avuto un ruolo anche nell’incendio del settembre del 2017. Per Ascrizzi era stato decisa una pena di due anni e mezzo per riciclaggio.
Entrambe le difese avevano respinto le accuse a loro carico e chiesto l’assoluzione piena. Biani, in particolare, aveva contestato l’attendibilità delle dichiarazioni della supertestimone Sabrina Zambelli, l’ex moglie di Bertè, che accusa l’ex marito di aver appiccato volontariamente il rogo nell’azienda.
Intanto, a quasi otto anni e mezzo dall’incendio, c’è dibattito sull’inizio dei lavori di bonifica nel sito di via Fermi, a Mortara, invaso dai rifiuti. Regione Lombardia aveva stanziato, ormai più di un anno fa, oltre un milione e 700mila euro per il primo lotto di interventi. Dal Pirellone arriva la rassicurazione che verranno stanziati altri finanziamenti. L’inizio dei lavori è previsto nel primo semestre dell’anno. I tempi sono però ancora incerti.