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26/08/2026 17:10
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Nell’epoca in cui la ‘ndrangheta diede l’assalto al nord, lui fu uno dei protagonisti: Domenico Papalia, insieme ai fratelli Antonio e Rocco, salì al potere dominando con la cosca di famiglia gli interessi malavitosi nell’hinterland milanese, controllando il territorio di Buccinasco, Corsico e dei comuni limitrofi. Erano gli anni Settanta, la famiglia spadroneggiò nei settori dello spaccio, del riciclaggio e nell’infiltrazione tra gli appalti e l’edilizia prosperando fino agli anni Novanta, quando varie inchieste giudiziarie diedero colpi importanti agli affari dei clan. Domenico Papalia è morto nelle scorse ore all’ospedale San Paolo di Milano all’età di 81 anni. Visse l’ascesa malavitosa della sua famiglia dal carcere: venne arrestato nel 1977, per un omicidio per il quale fu in seguito assolto, e non uscì più, perché nel frattempo accumulò altri due ergastoli. Si è sempre proclamato innocente. Dei suoi fratelli minori, Antonio è in carcere, mentre Rocco ha finito di scontare la sua pena nel 2017 e ora è libero. A Domenico Papalia vennero concessi i domiciliari a luglio per motivi di salute. Era malato di cancro, malattia che poi lo ha ucciso. L’associazione “Nessuno Tocchi Caino” lo descrive come una persona diversa dal delitto, che negli anni aveva intrapreso un percorso di giustizia riparativa. Il sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti, al momento della concessione dei domiciliari per motivi di salute scrisse: “Nessuna scarcerazione potrà riscrivere la storia né attenuare la gravità dei crimini commessi”.