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05/02/2026 16:44
Manca ormai pochissimo all’avvio ufficiale delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e i centri sociali e i sindacati sono pronti a scendere in piazza durante tutto il giorno dell’inaugurazione dei Giochi. Diverse le questioni, dall’impatto sull’ambiente al divario sempre più forte tra ricchi e poveri.
Alle 9:30 di venerdì, in piazzale Leonardo da Vinci, gli studenti del collettivo Cambiare Rotta e della Rete della Conoscenza si raduneranno per protestare contro la presenza dell’Ice, l’agenzia federale statunitense deputata al controllo dell’immigrazione. Sebbene gli agenti americani si limiteranno ad attività di analisi e scambio di informazioni con le autorità italiane e non saranno operativi, il loro arrivo ha suscitato polemiche per via di diverse vicissitudini di cronaca che li hanno visti protagonisti nel loro Paese, da due morti a diversi bambini tratti in arresto.
E ancora, alle 11, in piazzale Loreto, il sindacato di base Cub terrà un presidio con annessa conferenza stampa contro lo sfruttamento dei lavoratori delle strutture ricettive, che con le Olimpiadi hanno aumentato i ricavi. La protesta doveva inizialmente svolgersi in corso Venezia 47, davanti alla sede di Federalberghi, ma la Questura l’ha vietata per via del passaggio della Fiamma Olimpica.
Iniziative contrarie ai Giochi sono state annunciate anche dal nemico giurato, il Comitato Insostenibili Olimpiadi, che riporta lo stesso acronimo del Comitato Olimpico Internazionale. Oltre a partecipare al presidio dei Cub, la sigla sarà alle 18 in viale Mar Jonio, all’angolo con piazza Segesta, dove terrà una fiaccolata anti-olimpica popolare nel quartiere della cerimonia inaugurale, San Siro.
Il giorno dopo, sabato 7, alle 15, da piazza Medaglie d’Oro, il comitato antiolimpico guiderà il corteo nazionale contro i Giochi, dove sono attesi anche anarchici e antagonisti da altri Paesi del mondo. Dopo quanto successo a Torino con Askatasuna, l’attenzione è alle stelle.