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23/09/2026 21:16
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Anche a Milano, i tribunali resteranno semivuoti e le aule silenziose: la Camera penale meneghina ha aderito allo sciopero nazionale degli avvocati proclamato fino al 29 settembre. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il caso di intercettazioni tra avvocati e assistiti registrate nel carcere di Perugia per un periodo di 6 mesi. Un fatto che, si legge nella nota diffusa dalla Camera penale di Milano, travolge la riservatezza dei colloqui e vanifica la premessa ineludibile per il libero esercizio dell’attività difensiva, protetta dal segreto professionale.
Intercettare i colloqui tra legale e detenuto, si legge inoltre nella nota, significa privare “le persone ristrette anche dell’ultimo residuo spazio di libertà e riservatezza, costituito dal rapporto col proprio difensore”. E infatti, l’agitazione indetta dall’Unione delle Camere Penali Italiane guarda anche alle condizioni del sistema penitenziario. Al problema ormai arcinoto del sovraffollamento, con picchi di oltre il 200%, si legano episodi di illegalità e autolesionismo.
Ci sono poi anche altri provvedimenti, come aumenti di pena e l’introduzione di nuovi reati, ritenuti dagli avvocati penalisti come “illiberali e securitari”. Come lo sono, sempre a detta loro, anche nuovi “interventi normativi che vorrebbero ulteriormente ampliare l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche.”.
A Milano, sono già state rinviate l'udienza preliminare del processo per la morte di Ramy Elgaml, una del caso Visibilia, che vede coimputata l'ex ministro Daniela Santanchè, e anche l’attesa testimonianza della premier Giorgia Meloni nella causa per diffamazione a carico dell'ex fotografo Fabrizio Corona.