Videonews


22/04/2026 15:16
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Un’Aula divisa, mentre sullo sfondo pesa una crisi energetica che nasce dall’instabilità internazionale e dalle tensioni sui mercati. In Consiglio regionale della Lombardia viene bocciata la mozione del Movimento 5 Stelle sulle misure urgenti contro il caro energia.
Il quadro è quello di rincari sempre più pesanti: ad aprile 2026 la benzina è salita fino a 1,78 euro al litro, il gasolio ha superato i 2,10 euro con un’impennata del 24%, mentre aumentano anche metano e GPL. Un effetto diretto delle tensioni globali e dei costi di trasporto, aggravati anche dalle difficoltà nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il petrolio mondiale.
Una crisi che, secondo le associazioni di categoria, sta mettendo in ginocchio soprattutto le piccole e medie imprese: il caro carburanti incide fino al 10% sui costi dell’autotrasporto e, in molti casi, azzera i margini, con ricadute su prezzi e occupazione.
In questo contesto si inseriva la mozione firmata dal capogruppo Nicola Di Marco e illustrata da Paola Pollini: tra le proposte, un Fondo di Garanzia Carburanti per sostenere le PMI, più lavoro agile per ridurre i costi casa-lavoro e misure strutturali contro l’aumento dei prezzi alla pompa, oltre a incentivi per le rinnovabili e un “reddito energetico” per le famiglie.
Durante la discussione sono intervenuti consiglieri di maggioranza e opposizione, ma al termine la proposta è stata respinta.
Per i proponenti, un’occasione mancata di fronte a una crisi che non è solo economica, ma sempre più sociale. E resta la domanda: come proteggere il sistema produttivo lombardo, fatto per oltre il 99% da piccole e medie imprese, dagli effetti di uno shock globale.