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04/11/2026 16:10
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Oltre 400 anziani morti, sei anni di indagini e un processo che potrebbe non cominciare mai. È ancora aperta la battaglia giudiziaria sul Pio Albergo Trivulzio di Milano, diventato uno dei simboli più dolorosi della pandemia.
Nell'ultima udienza, la Procura ha ribadito la richiesta di archiviazione per l'ex direttore generale Giuseppe Calicchio. Una ventina di famiglie e l'associazione Felicita chiedono invece che si arrivi a processo.
Al centro dell'inchiesta, quanto accaduto nella primavera del 2020, quando centinaia di ospiti della Baggina persero la vita, spesso senza nemmeno poter salutare i propri cari.
Le indagini hanno evidenziato ritardi nelle misure di protezione e problemi organizzativi che avrebbero favorito la diffusione del virus. Ma secondo la Procura manca la prova di un legame diretto tra quelle carenze e i singoli decessi, necessaria per sostenere l'accusa.
Una prima richiesta di archiviazione era già stata respinta nel 2021.
Ora la gip Marta Pollicino dovrà decidere se chiudere definitivamente il caso, disporre nuovi accertamenti oppure imporre alla Procura di formulare l'accusa.
Una decisione ancora attesa dalle famiglie, che dopo sei anni continuano a chiedere che venga fatta piena luce su quelle morti.