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11/05/2026 18:54
Dove andranno quest’estate i milanesi a cercare un po’ di fresco? È la domanda che inizia a girare già adesso, con il caldo di maggio che fa pensare alle prossime settimane. E la risposta, per molti, rischia di essere più complicata del previsto.
Perché Milano, quest’anno, arriva all’estate con quattro grandi piscine comunali ancora chiuse. Il Lido, simbolo storico della città, è fermo dal 2019: riaprirà, ma non prima del 2027 e con un volto completamente diverso. Chiusa anche la Scarioni di Niguarda, sbarrata dal 2018 e ancora in attesa di una vera riqualificazione. E poi l’Argelati, ai Navigli, dove i tuffi sono ormai solo un ricordo mentre il Comune prepara un maxi progetto da 28 milioni di euro per trasformarla in una piscina più moderna, pubblica e accessibile.
Così, mentre i cantieri avanzano lentamente, i milanesi dovranno redistribuirsi nelle poche piscine scoperte rimaste aperte: la Romano a Città Studi, la Cardellino in zona Lorenteggio, la Sant’Abbondio a sud della città e la Lampugnano. Poi ci sono le alternative private o semi-private, come i Bagni Misteriosi o il parco acquatico di Quinto Romano.
Il punto però è un altro: in una città sempre più calda, dove le estati assomigliano ormai a quelle del Sud Europa, le piscine pubbliche non sono solo svago. Sono servizi essenziali, luoghi di socialità, spazi accessibili a tutti. E oggi Milano si scopre con sempre meno acqua dove tuffarsi.