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08/09/2026 09:08
Per il concetto di “comunicazione artificiale”, per cui l’IA può veramente partecipare allo scambio sociale pur non avendo capacità di comprendere. È con questa motivazione che, dopo 5 anni, l’Italia è tornata tra i vincitori del prestigioso Premio Balzan. Nel 2026, tra i quattro assegnatari, figura il nome di Elena Esposito, docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali all’Università di Bologna, dopo la fisica italo-statunitense Alessandra Buonanno nel 2021, in coppia, e il matematico italiano Luigi Ambrosio nel 2019.
La Fondazione, nata a Lugano, ha sede anche a Milano, ed è qui che ha annunciato i vincitori della nuova edizione. Oltre alla professoressa Esposito, hanno vinto Rasmus Nielsen con Ziheng Yang per un progetto sull’Evoluzione molecolare, David Nirenberg per uno sugli Studi ebraici e ancora Geoffrey W. Coates con Marc A. Hillmyer per uno sui polimeri biodegradabili da fonti rinnovabili. La maggior parte dei premiati sono statunitensi perché le loro opere, in lingua inglese, hanno maggiore circolazione. Quest’anno, però, il comitato ha deciso di valorizzare anche i ricercatori europei.
I criteri di scelta, comunque, sono sempre legati a validità, attualità e coerenza delle ricerche, con uno sguardo a come esse possano contribuire al progresso. Ciascun vincitore, o coppia di assegnatari, riceve 750.000 franchi svizzeri, circa 800.000 euro. E metà del compenso deve essere destinata a progetti di ricerca svolti da giovani studiosi.
Nel 2026, come ogni 3 anni circa, è stato anche assegnato il premio per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli. Quest’anno è andato alla rete di mutuo soccorso Emergency Response Rooms, che si occupa della crisi umanitaria in Sudan.