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05/10/2026 17:22
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Regione Lombardia è pronta a rivedere la legge sui “data center”, approvata a giugno. Tutto questo, viste le continue richieste di progetti che hanno interessato in particolare la provincia di Pavia. La giunta regionale punta a introdurre paletti più severi per favorire i nuovi insediamenti nelle aree dismesse e a penalizzare ancora di più chi vuole costruirli nelle zone agricole. L’obiettivo è premiare chi utilizza le nuove tecnologie e incentivare il recupero del calore prodotto dai centri di elaborazione dati.
Regione Lombardia ha fatto inoltre sapere di aprire due tavoli, uno con il governo e l’altro con Terna, per verificare le richieste di connessione alla rete elettrica. L’ultima, in ordine di tempo, è stata presentata a Garlasco dalla società che ha rilevato l’area ex Record in via Pavia. Il tema sta suscitando dibattito anche a Certosa di Pavia, dove è stato presentato un progetto in un’area vicino alla Cascina Colombara.
Sulla proposta di rivedere la legge sui “data center”, incalzano le opposizioni in consiglio regionale. Una legge bollata come “fuffa” dall’esponente del Movimento 5 Stelle, Nicola Di Marco, che parla di “ennesima presa in giro del centrodestra lombardo”. “Non ci hanno ascoltato e hanno preferito andare a schiantarsi”, aggiunge il consigliere del Pd, Simone Negri. Mentre secondo il collega “dem”, Matteo Piloni, “serve rendere ancora più vincolante il recupero di aree dismesse e una cornice nazionale che stabilisca soglie e limiti più uniformi”. Le nuove migliorie alla legge sono previste entro un mese.