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13/02/2026 17:32
Siamo arrivati al giro di boa dei Giochi di Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, ed è il momento dei primi bilanci. Dopo settimane di gare, immagini spettacolari e un’attenzione internazionale altissima, l’Italia può rivendicare un’organizzazione che, fin qui, ha retto l’impatto. Le venue sono apparse all’altezza, la macchina della sicurezza ha funzionato e l’afflusso di pubblico ha superato le aspettative in diverse discipline.
Tra le note positive c’è anche il clima diffuso nelle città coinvolte, da Milano alle località alpine, con un indotto turistico importante e una visibilità globale che ha rilanciato l’immagine del Paese. La presidente del CIO, Kirsty Coventry, ha parlato di “energia straordinaria” e di “Giochi capaci di coniugare tradizione e innovazione”, sottolineando la collaborazione tra istituzioni e territori.
Ma il giro di boa è anche il momento in cui emergono le criticità. I trasporti restano il punto più delicato, soprattutto in vista dei prossimi giorni. Lo sciopero nel trasporto aereo annunciato per il 16 febbraio e il 7 marzo rischia di intrecciarsi proprio con il calendario olimpico e paralimpico. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato l’avvio della procedura di precettazione per evitare disagi durante i Giochi, parlando della necessità di tutelare l’immagine di efficienza del Paese. Di segno opposto la posizione dei sindacati, che rivendicano il diritto allo sciopero e denunciano problemi legati a salari e precarietà.
Se la protesta dovesse essere confermata, l’impatto potrebbe essere significativo: flussi di atleti, delegazioni e tifosi dipendono in larga parte dal trasporto aereo, e anche una riduzione parziale dei voli rischierebbe di mettere sotto pressione l’organizzazione.
Il bilancio, dunque, è in chiaroscuro e la seconda metà dei Giochi dirà se prevarrà la narrazione del successo o quella delle difficoltà.