Videonews


09/06/2026 18:29
Ci è voluto più di un anno e un'intossicazione da monossido di carbonio e un intervento dei nas perché le autorità intervenissero a sanare una situazione, che si protraeva da tempo. É la storia di Paolo Riccio che per un anno ha segnalato un problema di emissioni da una cappa di una friggitoria. Fino a quando non si è trovato a portare al pronto soccorso sua figlia, che vive nell'appartamento proprio al di sopra dell'esercizio commerciale, che all'epoca si trovava in via Dante. La cappa per smaltire i fumi non era a norma, in quanto non superava di un metro e mezzo il livello del tetto come prescritto. Fin dal 2024 Riccio ha presentato diverse segnalazioni ad Ats, chiedendo un intervento. Il primo sopralluogo si è svolto nel febbraio 2025 e il secondo un mese dopo. Proprio in questo secondo caso il comune ha intimato per la prima volta di adempiere alla messa a normale degli impianti. Ma è troppo tardi perché una settimana dopo la figlia di Riccio finisce al pronto soccorso con un'intossicazione da monossido. La cappa sotto al livello del tetto non smaltisce bene. E nell'appartamento dove da un anno c'è sempre odore di fritto, si condensa anche il monossido. Al comune di Vigevano arriva una nuova comunicazione riguardo al problema e al fatto che le prescrizioni non sono state osservate. Ma non basta. Ci vuole un intervento dei Nas il 9 aprile 2025 ed è così che arriva il giorno dopo da parte del comune un'ordinanza che vieta che si continui a friggere. Ordinanza che di fatto non è mai stata rispettata, anche perché qualche tempo dopo la scadenza il negozio si è trasferito.